Collegio Notarile Bergamo

La fama del Collegio Gallaudet è nota in tutti gli Stati Uniti ed è qui la prima università per sordi che porta il suo nome in memoria. Libro della Matricola del Collegio dei notai di Vercelli e l’aver suggerito alcuni dei piani di lettura possibili dei dati offerti da questo importante documento. Le iscrizioni dei notai alla Matricola non furono infatti ordinate «per parrochias et loca», ma aggiunte l’una all’altra in ordine cronologico, via via che nuovi notai venivano ammessi al Collegio. Collegio, come si dirà altrove, e tuttavia si può ritenere che quando il collegio fu abolito, nel Settecento, il comune ne incamerò beni e documentazione. Iconografia di Giuseppe Parini, raccolta e illustrata da Giuseppe Fumagalli, Bergamo 1899.

Eppure, anche in questo caso, con tutte le riserve che detta il buon senso, non dovrebbe essere difficile costruire un quadro attendibile delle provenienze geografiche dei notai non vercellesi iscritti nel Libro della Matricola del Collegio dei notai di Vercelli.

A prima vista, quindi, non sembra che tale Collegio sia stato poi gran cosa.

Statuto, vale a dire una sorta di regolamento interno, articolato in due parti e sessantanove capitoli, elaborato con ogni probabilità dai notai che costituirono il nucleo fondatore del Collegio. Promotore dell'Istituzione per i sordomuti di Bergamo nel 1844. Fu direttore del Pio Istituto Sordomuti di Bergamo dal 1874 al 1882. Un discorso a parte — che qui, per ovvie ragioni, si può solo abbozzare — va fatto per i corposi resti che l’archivio comunale conserva di quello che in origine era l’archivio del Collegio dei notai di Vercelli. L’ammissione di un nuovo membro al Collegio venne regolata dal capitolo sedicesimo della prima parte dello Statuto. Nel suo intervento disse che erano ben 50 anni che gestiva il collegio americano perché sua madre era sordomuta come pure sua moglie, la quale era stata sua allieva nell'istituto di New York dove suo padre Rev. Non resta che accennare ancora alla poco documentata area di pianura a nord-ovest di Vercelli, con le sole Olcenengo (residenza di un notaio iscrittosi nel 1473 e di un notaio iscrittosi in un anno imprecisato del Cinquecento) e Collobiano (residenza di un notaio entrato nel Collegio nel 1397); e alla pianura a sud della città, con Asigliano, Pertengo, Pezzana, Caresana e Motta de’ Conti.

Certo, i dati qui offerti da soli non bastano per farsi una idea della consistenza numerica degli iscritti nei vari periodi di vita della società notarile vercellese.

Collegio, relativa alla amministrazione interna dell’associazione, della cui esistenza abbiamo traccia in qualche pezzo superstite ancora conservato e in quanto si può leggere nello statuto del Collegio dei notai, risalente al 1397. Collegio può rogare in quel territorio documenti validi.

Fu considerata la prima educatrice delle sordo- mute di Bergamo presso l'Istituto fondato da una commissione pubblica e dalle stesse suore canossiane nel 1844.

Collegio nell’architettura politico-istituzionale cittadina e regionale, anche in relazione al cambio di regime che si ebbe nel 1427, con il passaggio di Vercelli dal Ducato Visconteo a quello Sabaudo. Seduta di insediamento indetta dal Presidente della Pro Loco, il Collegio elegge nel suo seno il proprio Presidente. Martino, provincia bergamasca, in seguito famiglia antica cittadina di Bergamo. Eletti dall'Assemblea con votazione a scrutinio segreto, separata da quella per l'elezione del Consiglio di Amministrazione, scelti anche tra i non Soci, il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di 3 (tre) Membri effettivi e di 2 (due) Membri supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un Membro effettivo). Vi si parla della necessità, al fine di evitare frodi, che i consoli e gli altri officiali del Collegio facciano fare una «matricula libri cartarum membranarum», dunque un libro di pergamena che funga da matricola, nella quale vengano scritti tutti i nomi e cognomi di tutti i notai appartenenti al Collegio. Interpretando alla lettera la data da lui offerta, il suo ingresso nel Collegio si dovrebbe fissare al lunedì 29 dicembre 1422. Noto educatore americano presso il Collegio Gallaudet di Washington. Seminario laico, un collegio  istituito per formare la classe dirigente non solo capodistriana ma per tutta l'Istria veneta.

Venezia occupa i porti della Dalmazia ed assolda Pandolfo Malatesta signore di Fano, Brescia e Bergamo per la guerra in corso contro gli imperiali senza però riuscire a raggiungere un successo decisivo.

Doveva poi promettere di essere fedele al Collegio, di osservarne lo Statuto e altre eventuali regole stabilite dopo la sua fondazione e obbedire agli ordini dei suoi massimi dirigenti, i consoli. Presidente ogni qualvolta ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati, ovvero da almeno la metà più uno dei Consiglieri in carica, ovvero ancora dal Collegio Revisori dei Conti.

Comune di Vercelli e, con esso, il Libro delle matricole del Collegio dei notai di Vercelli, di cui qui ci si occupa.

Infine lo stesso diciassettesimo capitolo precisa che solo i notai iscritti alla Matricola, quindi appartenenti al Collegio, avrebbero potuto esercitare la professione notarile nella città e nel distretto di Vercelli.

Aldilà di queste genericità va ribadito che, per avere una storia credibile e significativa del Collegio, mancano molte informazioni che né il Libro della Matricola né gli Statuti — che qui, d’altra parte, non sono in questione — sono in grado di fornire.

Le località oltresesia documentate come luoghi di provenienza di notai iscritti al Collegio vanno distinte in due gruppi. Veniva stabilito che in ciascuna matricola, scritta dalla mano stessa di ciascun notaio, comparissero, oltre al nome e cognome del notaio ammesso al Collegio, l’indicazione del luogo di sua residenza, il nome di suo padre, l’anno, il mese e il giorno della sua ammissione alla Società, cioé, come si ricorderà, della redazione da parte del notaio del Collegio dell’«instrumentum receptionis et investiture». Gli affreschi di Cesare Nebbia e di Federico Zuccari all' almo Collegio Borromeo. L’iscrizione a una matricola è quindi già prevista nel sedicesimo capitolo dello statuto come momento ultimo del complesso rito di entrata di un notaio nella Società notarile vercellese del tardo medioevo. Collegio, oggetto della presente edizione, e un inestimabile patrimonio di protocolli notarili, vale a dire di registri cartacei sui quali i notai scrivevano il testo dei documenti loro richiesti dalla clientela, datati a partire dagli ultimi decenni del Trecento.

Matricola, poteva succedere (e successe in effetti in una ventina di casi) di dimenticarsi il giorno e il mese della sua ammissione al Collegio, talvolta addirittura l’anno.

Nel testo qui edito gli spazi bianchi, abbastanza frequenti, compaiono esclusivamente in corrispondenza di elementi della data, che nelle sottoscrizioni fissa il momento in cui il notaio fa ingresso ufficiale nel Collegio.

Leave a Reply